Archivio della Categoria 'Linux'

Mi serve un AP in casa? #4

Sabato 17 Giugno 2006

Nel precedente post dicevo di aver realizzato il bridge fra l’interfaccia di rete via filo e quella wireless. Il server bridge era raggiungibile da entrambi i lati (via filo e via wireless) ma due computer su lati opposti non riuscivano a dialogare, insomma il bridge sembrava non fare il suo lavoro.

Ho indagato la questione ed ho concluso che il bridge non ha nulla che non va, semplicemente l’interfaccia wireless non lavora in modalità promiscua, cioè riceve i frame ethernet indirizzati a lei o in multicast/broadcast ma non intercetta quelli inviati ad indirizzi MAC di altri host.

A quanto pare non è una cosa insolita che le interfaccie wireless non possano funzionare in modalità promiscua.

Ho elaborato una soluzione che permette di risolvere il problema, l’ho già provata e funziona, la sto utilizzando proprio in questo momento. Vi scrivo dal mio pc che via wireless comunica con il server a 20 cm di distanza  a sua volta collegato con un cavo allo switch e poi al router ADSL.

Rimando al prossimo post la descrizione nei dettagli e le considerazioni.

Mi serve un AP in casa? #3

Venerdì 16 Giugno 2006

Da uno studio del bridging di linux ho avuto conferma che una scheda wireless può far parte di un bridge. L’unico requisito è che deve essere in grado di operare in modalità promiscua (cioè di intercettare tutti i frame ethernet, anche quelli indirizzati ad altre interfacce), purtroppo non ho idea se la mia scheda wireless in modalità Ad-Hoc può farlo. Ho quindi deciso di tentare.

Purtroppo le prime prove non hanno dato esito positivo.

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Host viruali con XenSource #3

Martedì 2 Maggio 2006

Finalmente ho fatto partire il primo sistema operativo guest con Xen Source.

Ho installato una debian su un’unica partizione formattata con ext3. Inizialmente ho provato il filesystem ReiserFS ma dopo il boot mi rimaneva montata in sola lettura, comunque questo è un problema di installazione della debian e non centra con Xen.

Di per sé, la configurazione di Xen non presenta particolari difficoltà. Le difficoltà si possono presentare nella preparazione delle immagini dei dischi che contengono il sistema operativo guest installato. Come dicevo nel precedente post, non posso usare il CD di boot di una distribuzione per installare il S.O. guest (almeno non normalmente). Brevemente per la debian si tratta di preparare il disco, montarlo, installare la base del sistema con debootstrap, poi fare un chroot e finire l’installazione con base-config. Purtroppo non è tutto così lineare in quanto bisogna editare alcuni file di configurazione a mano ed eseguire varie operazioni.

Le fasi successive saranno fare alcuni test di utilizzo e preparare un documento dove illustro le operazioni effettuate.

Host viruali con XenSource #2

Lunedì 1 Maggio 2006

Mi sto dando da fare per far funzionare Xen ma ancora non sono riuscito a completare l’opera.

Mi sono studiato un po’ come funziona Xen e la cosa principale che ho capito è che non si tratta di un virtualizzatore di PC (almeno non completamente). Questo vuol dire che non crea dei veri e propri PC virtuali dove installare un sistema operativo, piuttosto è un sistema che permette a più sistemi operativi, adattati per funzionare con Xen, di essere eseguiti in parallelo sulla stessa macchina. L’ambiente in cui gira il S.O. viene chiamato dominio. Il primo dominio eseguito da Xen è il dominio 0 che ha dei privilegi particolari, l’accesso completo all’hardware della macchina e la gestione degli altri domini.

Tornando alle mie prove, avevo iniziato installando la Fedora Core 5 e i suoi pacchetti di Xen, poi ho deciso di ricominciare da capo e di provare la versione scaricata dal sito ufficiale  di Xen, sia i binari precompilati che i sorgenti. Installare il dominio 0 alla fine risulta piuttosto semplice, si trattta di adattare il sistema operativo già installato cambiando la configurazione del boot loader in modo da fargli caricare prima xen e poi una nuova immagine del kernel specifica per Xen.

Invece un po’ più complicato è installare gli altri sistemi guest (i domini successivi). Non si può usare un boot CD, ma bisogna preparare prima quello che sarà il disco col sistema operativo installato (può essere una partizione, un file, ecc…), poi l’immagine del kernel da utilizzare, ed infine assemblare il tutto in un file di configurazione di Xen.

Quest’ultima è la fase che mi sta dando problemi. Sto cercando di installare una debian come Guest, ho preparato tutto ma ad un certo punto, duranti il boot, si blocca. Nei prossimi giorni cercherò di capire perché …

Host viruali con XenSource #1

Giovedì 20 Aprile 2006

Mi sono finalmente deciso a provare il sistema di virtualizzazione open source Xen. Per non perdere troppo tempo ho installato la distribuzione Fedora Core 5 che integra i pacchetti necessari.

Per ora ho installato l’hypervisor (il Virtual Machine Monitor) e l’host di dominio 0 (quello che poi controlla gli altri host).

Nei prossimi giorni continuerò installando finalmente qualche sistema Guest.

Qualche accenno per chi non conosce Xen ma ha provato sistemi come VMWare Workstation: Xen non è un’applicazione che gira su un sistema operativo e simula (o virtualizza) una macchina; Xen gira al sotto di tutti i sistemi operativi installati e gestisce la virtualizzazione dell’host; dei sistemi installati ne esiste uno speciale, detto dominio 0, che serve per gestire xen e gli altri host virtuali. Questo modo di funzionare è analogo a quello adottato da VMWare ESX Server.

Qualche link:

Xen Wiki

Fedora Xen