Concorsi pubblici ridicoli
Da qualche settimana è uscito il bando di un concorso pubblico per un posto all’università di Bologna che secondo il mio parere rasenta il ridicolo.
Secondo quanto riportato sul sito dell’università di Bologna, questa è la qualifica ricercata:
La figura ricercata è quella di un tecnico con conoscenze pratiche nell’amministrazione, hardware e software, di reti informatiche multipiattaforma basate su sistemi operativi Windows XP, Mac OSX e Linux. E’ richiesta una comprovata esperienza nella realizzazione di siti web e sulle metodologie di acquisizione, elaborazione ed archiviazione di dati di carattere archeologico. Sono inoltre richieste competenze generali di carattere elettrotecnico e meccanico utili alla custodia e manutenzione di apparecchiature elettroniche per l’acquisizione fotogrammetrica e per il rilievo topografico dello scavo archeologico.
Il programma di esame è questo:
La prova consisterà nella elaborazione di uno schema progettuale, con preciso riferimento alle fasi operative e alle tecnologie hardware e software da utilizzarsi, relativo alla realizzazione di un archivio informatico di dati archeologici e alla sua edizione in rete geografica (Internet). Il candidato dovrà soffermarsi sugli aspetti metodologici e operativi del processo di acquisizione, elaborazione ed edizione del dato, con specifico riferimento ai formati, ai processi di conversione del dato e a quelli di sua edizione, a partire dalle indicazioni fornite sulla natura del contesto archeologico e sulla disponibilità di tecnologie presenti.
Direi che ho tutte le competenze sia informatiche che elettroniche, dimostrate sia dai miei studi che dalle mie esperienze lavorative. Mi manca una conoscenza specifica di quello che riguarda “l’acquisizione fotogrammetrica e per il rilievo topografico dello scavo archeologico”, ma non credo che sia niente di così impossibile da imparare per uno con il mio profilo.
Il bello è che io non posso partecipare a questo concorso per una mancanza del giusto titolo di studio. Da notare che il posto è di categoria C, quindi per diplomati. La cosa ridicola sono i titoli di studi ammessi, riporto sempre quello che è scritto sul sito e riportato nel bando:
Requisiti per partecipare:
titolo di studio:
diploma di perito elettronico o oppure diploma di maturità classica.in mancanza di uno dei richiesti diplomi, saranno ammessi i soli candidati in possesso di una delle seguente lauree
lettere, conservazione dei beni culturali, ingegneria elettrica, ingegneria informatica e corrispondenti titoli del nuovo ordinamento degli studi ( D.M. 509/99 e D.M. 270/2004).
Ora vorrei che qualcuno, alla luce della qualifica richiesta e del programma di esame, mi spieghi che cosa c’entrano la laurea in lettere o la maturità classica. Se volevano farsi ridere dietro probabilmente ci stanno riuscendo, ma quello che effettivamente mi rode è che con la mia laurea in scienze dell’informazione e il mio diploma di tecnico industriale informatico probabilmente non posso partecipare.
Ora cercherò di informarmi meglio e vedere se in qualche modo, visto che c’è ingegneria informatica, rientra anche scienze dell’informazione. Però dalle voci che ho sentito in giro sembra che il discorso di equipollenza non esistà più e nei concorsi pubblici valgono solo i titoli di studio esplicitamente indicati. Vedremo …
17 Ottobre 2007 alle 16:44
Che tristezza
27 Ottobre 2007 alle 16:14
Ciao Marco,
l’assurdità di questo bando l’ho notata anche io. Sicuramente c’è dietro una persona che deve essere messa a posto perchè magari è lì da 10 anni con un contratto che si rinnova di mese in mese. Dicendo così non voglio scusare nessuno, anche perchè io sono scandalizzata quanto te. Spero solo che tocchi anche a me prima o poi. Tu informati se puoi partecipare con il tuo titolo di studio, ma credimi non ti sei perso niente. Con il tuo CV possibile che non trovi al di fuori della disastrata università italiana? Vorrei saperlo anche per il mio futuro.
Con coraggio,
Elena80
27 Ottobre 2007 alle 17:04
Ho chiesto all’ufficio concorsi dell’università di Bologna e mi hanno risposto in sostanza che non posso partecipare e non ci posso fare niente, indipendentemente dalle mie competenze.
Ho chiesto anche come mai questi requisiti assurdi e mi hanno risposto esattamente “l’università ha fatto delle precise scelte tenendo conto la natura ibrida della professionalità ricercata”. Ovviamente il motivo è quello che sappiamo tutti.
Anch’io sono anni che vado avanti con contratti a progetto con l’università ma nessuno mi ha mai promesso che avrebbero fatto un concorso su misura per me. Sapevo che era una situazione che non poteva durare in eterno, infatti quest’estate io e tutti gli altri 8 collaboratori informatici del Polo di Cesena siamo stati lasciati a casa. Quello che mi da fastidio di più è che se non posso partecipare ad un concorso come questo, non posso neanche finire in una graduatoria sperando che prima o poi ne assumano altri. C’è chi è raccomandato e chi no, non c’è altro da aggiungere.
L’università è sì disastrata ma nel privato nell’ambito dell’informatica non è che sia meglio. Poi siamo arrivati al punto che un’informatico nel privato può veramente considerare allettante lo stipendio da fame di uno statale, se poi si considera il tipo di contratto …
. Però dopo tutti questi anni di tempo determinato ora ho proprio desiderio di stabilizzarmi.
Comunque non è che non si trovano i lavori, si trovano ma spesso sono a termine, mal pagati, poco interessanti e poco qualificanti. Poi c’è da vedere anche quanto si è disposti a spostarsi, ma non sempre ne vale veramente la pena.
Poi magari sono io che non sono particolarmente bravo a cercare lavoro (è vero) ma di informatici contenti della situazione lavorativa non mi pare di conoscerne.
Insomma il mio ragionamento è che :
1) Non vivo per lavorare ma il contrario, quindi non posso spendere tutte le mie energie per il lavoro. Ho una famiglia e ci tengo.
2) Se il lavoro, almeno per ora, è quello che è, almeno cerco di migliorare sotto altri aspetti (es. contratto a tempo indeterminato)
Comunque un lavoro ora ce l’ho, ma non posso dire che sia entusiasmante e oltretutto sono ancora a tempo determinato, di buono ha che posso arrivare in ufficio in bici
7 Novembre 2007 alle 14:28
Caro Marco, hai tutta la mia solidarietà! Anch’io sono anni che vado avanti con sostituzioni di maternità come amministrativo nelle università.
Il fatto è che se non hai lo “sponsor”, cioé qualcuno che conta che indice un concorso su misura per te, col c…. che ti assumono a tempo indeterminato!
Lì all’università di Bologna qualche mese fa ho partecipato a un concorso SCANDALOSO! Non hanno neanche pubblicato i risultati, ho dovuto telefonare per sapere di essere stato segato. Più lavoro a tempo determinato più accumulo punti di titoli per i concorsi, e più mi segano, perché potenziale disturbatore del vincitore già deciso prima.
E sai perché non pubblicano i risultati? Oh, ma c’è la legge sulla privacy! Strana legge, viene tirata fuori solo in particolari circostanze…
Che dire? Per denunciare ci vogliono delle prove che il concorso è taroccato. Qua in Italia se non sei nessuno ti tocca solo mangiare merda, meglio emigrare!
PS: rispondo a Elena80, che in qualche modo giustificava il fatto perché assumeranno uno che poverino è già tanto che lavora lì. E se fosse invece un parente/amico/nipote/amante di qualcuno? Non si sa, perché in Italia non c’è una legge che tuteli i precari pluriennali (in Spagna ad esempio Zapatero l’anno scorso ha promulgato una legge che ha obbligato enti e aziende ad assumere chi fosse a tempo determinato da almeno 2 anni).
7 Novembre 2007 alle 16:28
Di recente ne ho fatto un altro di concorso, sempre all’università di Bologna. Della prima prova (scritta), come dice SanPrecario, non si sanno i risultati per la solita scusa della privacy. Io l’ho passata e mi è arrivata una comunicazione che mi diceva il mio voto, degli altri ovviamente non so nulla, neanche semplicemente quanti avevano preso un voto maggiore del mio (la privacy di chi sarebbe in questo caso?).
All’orale eravamo una quindicina di persone, è stata una prova vergognosa, praticamente tutte le domande erano identiche. Alla fine i voti erano tutti molto simili (tip un 30, cinque 29, quatto 28 e giù di lì) praticamente il risultato finale è dipeso tutto dalla prova scritta, di cui nessuno sa niente.
La graduatoria finale invece è stata comunicata a tutti quelli che hanno sostenuto la prova finale. Ovviamente il vincitore è stato proprio quel nome che “circolava nell’aria” ancor prima di iniziare la prima prova.
Comunque la situazione non è al punto tale di non poter mai essere assunti se non si ha una raccomandazione. Per lo meno di persone assunte senza raccomandazione ne conosco, solo che probabilmente non si può pensare di vincerne un concorso, piuttosto bisogna cercare di finire in qualche graduatoria e sperare di essere ripescati prima o poi.
7 Novembre 2007 alle 23:22
SanPrecario,
io non credo che la soluzione sia quella di emigrare all’estero. Come si suol dire “l’erba del vicino è sempre più verde”, e alla fine ci si accorge che le cose non funzionano poi tanto bene come si pensava. Lo dico con cognizione di causa perchè ho vissuto un anno e mezzo in Inghilterra. Secondo me molto dipende dagli studi fatti e dalla reale esigenza di quel paese di una determinata figura professionale piuttosto che un’altra. Personalmente, il pensiero di dover andare all’estero a cercare un lavoro che mi gratifichi è più frustante di un lavoro precario qui in Italia. Di solito ci penso quando sono superstressata, ma poi mi rendo conto che non è realmente quello che voglio e che fuggire non serve a niente. Io lotterei per i miei diritti nel mio paese. Lamentarsi fa bene, io lo faccio tutti i giorni, ma credo anche che sia un vantaggio apprezzare quello che si ha, anche se è poco. Con questo spirito sono sicura che si possano scalare alte montagne. E non credere che io sia messa meglio di tanti altri, sono qui che sbuffo con un lavoro che a volte mi toglie la gioia, ma continuo a scavare ad approfondire la conoscenza del territorio che mi circonda perchè è qui che ho deciso di vivere.
20 Novembre 2007 alle 22:10
Alla luce di questi concordi, che solitamente hanno come obiettivo quello di dare il 99% di possibilità ad una ben precisa e designata persona, preferisco certamente una chiamata diretta.
Chi fa la chiamata sa che quella persona va bene, e si assume la responsabilità di avere una persona che produce. Se la persona non produce a casa, e chi l’ha chiamata a sua volta dovrebbe dare le giuste spiegazioni a chi gli sta sopra.
Ma finchè non ci sarà meritrocrazia e un sistema per valutare l’operato, non c’è speranza che il sistema a chiamata diretta funzioni.
22 Novembre 2007 alle 11:06
Rispondo a Simone.
Il tuo ragionamento sarebbe perfetto in un paese maturo, dove la gente ha una coscienza civica e professionale a posto.
E per funzionare, come dici tu, dovrebbe prevedere esplicitamente il principio di responsabilità del dirigente che effettua la chiamata, che dovrebbe essere basata sui requisiti professionali. Chi fa cazzate, a casa.
Ma prova a pensare in Italia cosa succederebbe: scaricabarile, ricorsi al tar, chiamate di parenti e amici, nessuna ammissione di responsabilità…
Prima bisogna crescere e abbandonare la mentalità clientelare che permea tutta la società, una società di gente che si credono uno più furbo dell’altro, e sanno che le leggi non sono mai chiare fino in fondo, e l’opportunismo e le conoscenze (e i soldi) valgono molto più dell’impegno e della meritocrazia.
17 Dicembre 2007 alle 14:04
Perchè non fai un ricorso straordinario al Presidente della Repubblica? Hai tempo 120 giorni da quando il bando è stato pubblicato. Non serve l’avvocato. Non si pagano marche da bollo (solo 20 euro tra notificazione e raccomandata A/R). L’importante è notificarlo ad almeno uno di quelli che si è presentato (altrimento il ricorso è inammisibile!).
La legge che ti interessa è il dpr n. 1199 del 1971 (artt. 8 e seguenti)
La sentenza - se ti metti di buona lena - arriva entro 10-12 mesi. Se vuoi altre info contattami: sportellodelcittadino(AT)email.it
7 Gennaio 2008 alle 13:44
Anch’io oggi ho avuto la riprova che alcuni concorsi vengono pianificati su misura di pochi. La provincia di Caltanissetta dopo tanto tempo, ha indetto un concorso per un posto di istruttore direttivo finanziario Cat. D1. I titoli richiesti sono titolo di Studio
a) Vecchio ordinamento: Diploma di Laurea in Giurisprudenza, Diploma di Laurea in Scienze Politiche, Diploma di Laurea in Scienze dell’Amministrazione, Diploma di Laurea in Economia e Commercio.
b) Lauree Triennali: Lauree appartenenti alla classe n. 31 di Lauree in Scienze Giuridiche e alla classe n. 19 delle Lauree in Scienze dell’Amministrazione.
Non può essere ammesso un candidato in possesso di un titolo di studio superiore e/o assorbente rispetto a quello richiesto dal bando.
A differenza dei requisiti del titolo di studio che potrebbe far pensare a “Bè sono loro decidono i requisiti” anche se è riduttivo non inserire tra i titoli quelli triennali di Economia e poi inserire nei diplomi di laurea quella in Economia e Commercio, l’ultima frase è quella che mi fa riflettere più di tutto. E’ possibile che un concorrente con un titolo di studio superiore ai succitati non possa partecipare.
Inoltre deve essere presentata l’originale della ricevuta comprovante l’avvenuto versamento della tassa di concorso, non rimborsabile, di € 10,33 su c/c postale n. 11634938 intestato alla Provincia di Caltanissetta,
specificando nella causale “Tassa per la partecipazione al concorso per Istruttore Direttivo Amministrativo – Cat. D1″ per quest’ultima nota secondo voi è possibile dover pagare una tassa solo per partecipare ad un concorso.
7 Gennaio 2008 alle 20:45
Ernesto la tassa per la partecipazione è una cosa piuttosto comune. L’università di Bologna ad esempio vuole 20 €. Dicono che serve a coprire le spese per le comunicazioni via raccomandata, anche se secondo me è una cifra esagerata solo per le raccomandate.
10 Gennaio 2008 alle 14:30
Scusate, so che non c’entra con quanto discutete ma sicuramente c’entra con l’assurdità dei concorsi e ho veramente bisogno di un consiglio. Anche io sono precaria in attesa di rinnovo di contratto chiaramente a tempo determinato. Dopo 6 anni mi sto iniziando a “guardare intorno” e scopro che i concorsi pubblici sono proprio PUBBLICI!! Graduatorie per le selezioni contenenti il mio nome, cognome, giorno, mese e anno di nascita pubblicate on line (da mesi) anche se di fatto non ho partecipato al concorso… Adesso mi chiama un segretario di un ente presso cui ho fatto domanda che mi conosce tramite il lavoro che già sto svolgendo… Il mio timore è che prima o poi gli attuali datori di lavoro vengano a sapere di ciò e inizino a guardarsi intorno anche loro! Chiaramente vorrei avere l’anonimato rispetto alla mia ricerca per un lavoro stabile… Oppure non ne ho diritto? Mi sembra propio che la risposta sia NO.
25 Maggio 2008 alle 18:46
Dal momento che per le posizioni di categoria C non viene considerato il titolo di studio superiore al diploma, anche se uno ha una laurea ed un master ch esarebbero perfetti per quella posizione, non vedo perchè debba essere giusto far rientrare nella categoria D, dove è specificamente richiesta la laurea, qualcuno con un diploma. Già è abbastanza difficile con tutti i laureati a spasso, se poi diamo possibilità sempre ai diplomati, allora spiegatemi a cosa serve fare l’Università….