Storie di schiavismo moderno

Assolutamente da leggere l’articolo “Io Schiavo in Puglia” di Fabrizio Gatti. Un racconto sulle condizioni di vita dei lavoratori stranieri che fanno la stagione di raccolta dei pomodori; attirati prima dal miraggio di uno stipendio sicuro per una stagione, incastrati poi in un sistema che li costringe ad accettare condizioni disumane e continui soprusi.

2 Commenti a “Storie di schiavismo moderno”

  1. Gravatar kOoLiNuS scrive:

    Marco, mi meraviglio che tu ti meravigli di leggere un racconto che chiunque di noi “terroni” romagnoli poteva farti ….

    Io invece mi meraviglio di come siamo membri dei G8 ….

  2. Gravatar mpolci scrive:

    Ho scritto che è un racconto da leggere, mai detto che mi meraviglio o che non ero a conoscenza di questi fatti e non occorre nemmeno scomodare i “terroni” per sentire storie di sfruttamenti e soprusi.
    Ritengo che parlare di questi argomenti e metterli in evidenza sia giusto e importante. Troppo spesso ho a che fare con gente preoccupata solo del proprio cellulare nuovo e se si prova a fare un discorso con argomenti del genere sa dire solo cinicamente “mi meraviglio che ti scandalizzi di certe cose” (non ce l’ho con te Nico, mi sono trovato sul serio di fronte a tali persone).
    Parlarne serve sempre, sia perché qualcuno potrebbe non esserne ancora a conoscenza, sia per ricordare a se stessi e agli altri che anche se non si hanno i mezzi per cambiare le cose non si può accettare che vadano così e sentirsi completamente liberi da ogni responsabilità. Anche noi facciamo parte di quel sistema che permette certe distorsioni, in fondo quei pelati e quelle passate di pomodoro finiscono sulla nostra tavola, non di certo su quella dei familiari della gente che ha lavorato alla raccolta.
    Poi certe realtà traggono forza proprio dal non essere troppo visibili per cui a forza di parlarne chissà che prima o poi non si riesca anche a fare qualcosa … Quindi invito anche te Nicola ad usare il tuo blog per continuare il discorso e visto che hai esperienza diretta ad arricchire il racconto. I blog e la blogosfera sono ottimi strumenti per manifestare le proprie idee, cerchiamo di non usarli per parlare solamente di tecnologia che pur tanto ci appassiona.
    Riguardo all’essere membri del G8 so benissimo che la tua affermazione era tanto per manifestare il tuo disappunto. Sai meglio di me che gli altri membri non è che si distinguano per spirito missionario. Realtà di sfruttamento si trovano anche nei paesi “economicamente più potenti”, oltretutto non occore nemmeno far venire degli stranieri a casa propria per sfruttarli ma si può lasciarli a casa loro e far fare il lavoro sporco ad altri lì sul posto e in modi anche più subdoli.

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